Salerno: i Ragazzi del ’43

Salerno: i Ragazzi del ’43. La guerra e la memoria

Salerno: i Ragazzi del '43Sfollati fuori Salerno verso Mercato San Severino, incontrai un giorno i Tedeschi. “Badoglio o Mussolini?“, mi fu chiesto. “Italiano“, fu la mia risposta. Seguirono due anni nei campi di concentramento“.

Questa ed altre toccanti testimonianze è stato possibile ascoltare la sera di  giovedì 26 al nostro museo, alla presentazione dell’atteso lavoro del prof. Antonio Palo, “Salerno: i Ragazzi del ’43. La guerra e la memoria“.

Testimonianze ascoltate dalla viva voce dei protagonisti, “i ragazzi del ’43”, bambini e fanciulle che videro la propria vita sconvolta dall’arrivo della guerra.

Protagonisti, dicevamo. Perchè sono loro i veri protagonisti del libro: testimonianze, ricordi, attimi indelebili di vita che sono stati fissati dall’autore, attraverso un lavoro certosino di ricerca che ci riporta a quei giorni drammatici attraverso esperienze reali, vive, concrete, rimaste incollate alla pelle di quelli che erano allora piccoli uomini e donne alla scoperta della propria vita.

Alla presenza di tantissimi curiosi, il libro è stato presentato dagli interventi del prof. Nicola Oddati e del prof. Piero Cavallo. E’ stata l’occasione per ricordare a tutti la natura invasiva e universale della seconda guerra mondiale. Una guerra non più di trincea, non più un fronte lontano, distante geograficamente e nelle sofferenze dalla popolazione civile.
Il Prof. Antonio Palo
Salerno, sin dal primo inatteso bombardamento del 21 giugno ’43, scopre di essere in guerra, così come d’altronde era già successo in altre parti d’Italia. E tanto più lo scopre nel settembre del ’43, quando i nostri protagonisti ricordano il mare ricoperto di navi, le corse delle famiglie in cerca di rifugi, le bombe, i lutti, i rapporti spezzati, l’ostilità degli alleati di ieri,  l’amicizia degli alleati di oggi.

Come ricordato dal prof. Cavallo, è questa la guerra di Gennaro Jovine, della “Napoli milionaria” di Eduardo: nessuno più che chiede del fronte, dei combattimenti, come dopo la Grande guerra. Adesso no, la guerra l’hanno vissuta tutti, tutti i civili, nelle loro difficoltà quotidiane, nei lutti e nelle sofferenze diffuse. Con meno probabilità di morire, certo, ma senza l’opportunità di imbracciare un fucile, di entrare in quella dimensione della guerra combattuta, in cui la morte diventa un’eventualità come un’altra.

E’ una guerra parallela, che sconvolge l’innocenza dei ragazzi e delle ragazze di un tempo, di una vita che non sarebbe stata più come quella di prima.

E allora diamo ascolto alle loro memorie, diamo ascolto alla memoria della Salerno che ha vissuto sulla propria pelle quei giorni terribili.
“Salerno: i Ragazzi del ’43. La guerra e la memoria”
, di Antonio Palo



Riccardo Notari


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